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domenica 23 ottobre 2011

CIAO ZIA


hai raggiunto il tuo Piero. Vi ricorderò così giovani e allegri



venerdì 20 marzo 2009

Bravo Bravissimo


il santo ha superato gli esami del corso professionale per l'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande e di commercio settore alimentare (una volta denominato REC) per cui la sua vita e di conseguenza la mia, cambierà!

Questa estate saremo i gestori di un bar, già proviamo anche questa esperienza. Certo è che la nostra vita insieme non è mai stata noiosa. 

Appena sposati ha preso la licenza per correre in pista con la sua moto modificata, dopo la nascita di Daria andò a lavorare presso la Piaggio ad Arcore e convinse il reparto corse a dargli la moto (l'avrei ucciso) questa esperienza durò 4 anni.
Lasciavo Daria con i miei e seguivo lui per gli autodromi del nord e centro Italia: Monza, Mugello, Misano, Magione, Varano, Vallelunga. Partenza venerdì sera, viaggiavamo di notte su un Transit arredato da camper (mobili fai da te) e si tornava la domenica sera stravolti e lunedì al lavoro.
Sabato le prove con altri pazzi come lui, alcuni di quei ragazzini sono diventati dei campioni nazionali ed internazionali, lui era già vecchio per quello sport (25 anni). Se per un pò dimenticavo che avevo una bimba a casa, riuscivo anche a divertirmi, ma quando era in gara mi fumavo un pacchetto di sigarette dalla tensione (da anni non fumo più).

Finita questa esperienza, ne ha intrapresa un'altra, abbiamo venduto l'appartamento perchè potesse entrare in società in una piccola ditta di antinfortunistica (il suo ramo)
Dopo cinque anni ci siamo ricomprati casa (quella che abitiamo ora) e la moto, mai stato senza, la usa per andare in centro Milano e per escursioni domenicali, non certo dietro l'angolo.
La moto è stato il mezzo con cui mi ha portato a Vieste in viaggio di nozze, in campeggio, non credo che le giovani spose ora lo farebbero, ma 33 anni fa mi ha convinto e devo dire che ogni sua decisione, anche se stravolgeva la nostra vita, si è sempre rivelata buona.

E' per questo che pazzo indomito santo ti seguirò anche questa volta... che la forza sia con noi!

Ci diciamo sempre che ripeteremmo tutto forse aspettando qualche anno, io ne avevo 20 e lui 22, ma forse non andrebbe così, perchè in fondo noi siamo cresciuti insieme, due ragazzini di strada (perchè allora ci si poteva giocare in strada, era abbastanza sicuro) che si sono incontrati e si sono accompagnati per la strada della vita. Spero solo di continuare questo cammino con te ancora per tanto tanto tempo. Grazie di tutto, dell'amore che mi hai dato, che mi darai e che ti ridonerò sempre.

Ecco ora sapete perchè rallenterò la mia partecipazione agli Swap e probabilmente anche il mio blog ne subirà, non credo che ha sera riuscirò a connettermi spesso. Prometto comunque che verrò a salutarvi e vi racconterò della nostra nuova esperienza.
E' un esercizio stagionale per cui durante la bassa stagione il bar sarà aperto solo il fine settimana, luglio e agosto saremo là fissi. Poi nuovamente solo il fine settimana sino alla comparsa della neve e di nuovo là fissi fino alla fine della stagione sciistica.

Ehiiiiiiiii chi è di Verona e dintorni venga a sciare a San Giorgio... offrirò il caffé.

 

giovedì 8 gennaio 2009

Ho raccolto qualche


cosa.....  per ora gli avanzi del cioccolato e questa è la fine che gli ho fatto fare. E' un tortino di pere, pure quelle giravano da qualche giorno. In compenso non ho ancora disfato l'albero, ma c'è a casa il santo (è influenzato) e non ho voglia di sentire i suoi consigli di come riporre gli addobbi, è un santo e lo riconosco, ma anche i santi per troppa presenza... rompono




l'ho assaggiato ora, questo tortino ti risolleva lo spirito e i chili, ma per chi come me non mangia panettoni nè pandori nè cioccolatini ogni tanto ci vuole!
Gli avanzi dei pranzi natalizi sono finiti e grazie al cielo il frigo piano piano si sta svuotando di tutte quelle specialità che pensi di offrire, ma poi è sempre troppo e rimangono lì e pian piano le devi finire, non mi piace buttare. Ho suddiviso un poco le scorte, ma i ragazzi andavano a NY, mia mamma è sola e con le varie patologie che ha non deve cibarsi di tutto ciò che le piace... Ho offerto alle amiche (vicine) i dolci e probabilmente offrirò anche qualche tortino (sono 10).

Non sò se anche voi l'avete notato, ma in questi giorni domenica e lunedì scorsi il supermercato era strapieno, non c'era posto per parcheggiare e la gente aveva i carrelli stracolmi ed erano così anche prima di natale, ma la gente mangia solo in questi giorni o si strafoga? Una volta non c'erano i supermercati e non si vedevano tutte queste cibarie nei negozi ed allora a natale si portavano in tavola quei piatti più elaborati che non si mangiavano spesso, che avevano bisogno di tempo per la preparazione e la cottura.
Ora ne trovi di pronti o precotti e ti puoi sbizzarrire tutto l'anno (io non amo molto questo tipo di cibo, mi piace fresco) per cui perchè tutto questo approvvigionamento? a che prò?

Come mi piaceva girare la manovella dell'Imperia, rubacchiando un pò di ripieno e un poco di pasta e velocemente infilarlo in bocca e assaporare il profumo, la ruvidezza e il gusto di quel piccolo furto. 
Ripulire con il dito il pentolino della besciamella, leccare il cucchiaio della crema appena lo riponevano sull'acquaio.
Credo che questi piccoli gesti ci aiutino fin da piccole ad amare la cucina e ad osservare per carpire quei gesti che poi, inconsapevolmente, ripeteremo e a nostra volta trasmetteremo... 
Quando ancora Daria viveva con noi, la sera della vigilia si preparava il pranzo e si apparecchiava la tavola. Insieme si assaggiava, si aggiustava e si osservava e la luce nostra e di casa era più dolce, più calda... in cucina c'è amore e da lì si trasmette amore. Se la cucina è poco vissuta anche il resto della casa sarà freddo... cucinate con amore e riceverete tanto amore.
Quando ci si sposa non si sa fare molto, io avevo 20 anni cosa credete sapessi cucinare? ma mi piaceva e a poco a poco (telefondando prima alla mamma per conferme) mi sono lanciata e ricordando i gesti e le parole delle mie donne di casa tutto è venuto da sè. 
Ora poi che ci sono dei blog fantastici di ragazze che amano sperimentare, è una passeggiata. Leggo ricette semplici ma con abbinamenti cromatici e di sapori che mi incantano.........

Ho sempre diffidato di chi non ama mangiare e chiaccherare... chissà cosa nasconde.

Caspiterina, io in chiacchere non scherzo... chiudo e buona serata.

venerdì 7 novembre 2008

Colazione e Merendaaaaaaaaa

ieri sera prima di andare a nanna, sono passata dal blog di Marypoppins e ho letto il post che ha dedicato ai biscotti Oro Saiwa e alla mattonella che mangiava quand'era bambina per merenda, è da lì che sono partiti i ricordi....

La mia colazione era composta da tè e Bucaneve Doria si infilava il dito al centro e si mangiavano i biscotti che riuscivi a togliere dalla confezione, anche il santo faceva così... eravamo già affini, ma la merenda era il momento più bello... il sabato con pane burro e zucchero.
Solo i sabato perchè io andavo a scuola dalle suore (fin dall'asilo) anche alle elementari e la merenda la facevo là e ti davano pane e marmellata (preparo le marmellate ma ne mangio pochissima e solo pochi tipi di frutta) o frutta.

Per questo il sabato, che non c'era scuola il pomeriggio, era apprezzata. Davanti al giornalino o ad un libro (ho avuto la TV a 12 anni) facendo attenzione a non ungere le pagine, non si deve sciupare un libro e mai fare le orecchie, il burro arrivava dalla campagna ce lo regalavano i nonni. Quando arrivava l'estate c'era la favolosa merenda dai nonni, io ero la nipotina lontana per cui in quel periodo mi coccolavano e come possono coccolarti delle persone molto molto pratiche come solo i contadini possono essere??? col cibo naturalmente ed allora vai con pane e salame nostrano, pane e "rusumada" è l'uovo montato con lo zucchero, ma il meglio per me era il panino con olio pomodoro appena colto nell'orto e un poco di sale. Olio verde spremuto dai genitori di mia zia che avevano gli ulivi nelle Marche e quel pomodoro ancora caldo di sole... ragazze ne sento ancora il profumo.


Ora vado a bermi una tazza di tè... del vostro tè!


sabato 1 novembre 2008

Commemorazione


Ricordo chi amo, chi mi ama e non è più qui con me, ma è in me.
Ciao mi manchi sempre...


domenica 22 giugno 2008

Fine della scuola croce e delizia

Delizia degli scolari e croce per i genitori che non sanno dove lasciare i figli.

Per chi vive in città ed ha entrambi i genitori lavoratori era (lo è stato per me e credo che ancora lo sia) un bel problema.

Allora non si conoscevano così tristi notizie su bimbi rapiti, violentati, c'era più fiducia nel prossimo e ci si scambiava favori. Ora ci si chiude in casa e ci si guarda con sospetto. Io passavo molto tempo in cortile con gli altri bimbi del condominio, osservati da una vicina di casa che era in pensione o lavorava in casa.

I giochi erano quelli che già vi ho descritto, campana, saltare alla corda e se si era in parecchi palla prigioniera! Un pò di tempo lo passavo dalla vicina leggendo il Corriere della Domenica, attratta dalle vignette che illustravano i fatti incredibile della settimana nel mondo... tipo toro sale le scale ed entra in casa, oche che mettono in fuga i ladri e così via. Non sò se fossero notizie vere, ma colpivano la mia fantasia ed era bello poi riferire agli amici e stupirli.

Oppure mi accompagnavano da mia zia Lina, che allora faceva la portinaia, lì avevo altri amici della mia età o di un paio d'anni più piccoli. Erano famiglie benestanti, le mamme non lavoravano e portavano i figli al parco ed io mi aggregavo.

Oppure guardavo la TV dei ragazzi mia zia aveva la televisione, noi no! Mio padre era contrario, l'ha acqistata mia mamma che avevo già 12 anni. I programmi che preferivo erano Zorro, Lassie, Chissà chi lo sà e l'annuale mitico Zecchino d'oro. Tutti i giorni che passavo da mia zia finivano con discussioni tra lei e mio padre che quando usciva dal lavoro veniva a prendermi (in bicicletta), io volevo veder finire il programma TV e non volevo seguirlo, mia zia (sua sorella) che gli diceva perchè non poteva venire più tardi ed io capivo poco niente di quello che suceedeva alla televisione, non ho mai capito se lo faceva per far dispetto a lei o a me.

Gli ultimi 15 giorni di luglio andavo in colonia (dai 6 anni agli 11 praticamente gli anni delle elementari) la ditta dove lavorava mio papà organizzava 1 colonia marina a Rimini o giù di lì ed una montana nel Bergamasco.

Al mare sono andata una volta sola, non mi è piaciuto! Io sapevo nuotare ma ci lasciavono entrare in acqua solo 10 minuti ed era recintato, con tutti i bimbi che entravano l'acqua diventava uno schifo di sabbia smossa.

Preferivo la montagna dove al mattino si organizzavano passeggiate, a volte piuttosto lunghe e si mangiava al sacco... allora non sapevo cosa fossero i picnic, si imparavano canzoncine che cantavamo durante le passeggiate. Era piacevole, i pasti un pò meno, ma che volete ero abituata bene... mia mamma cucina benissimo e vi assicuro che con gli avanzi nel frigo sa preparare un pasto completo da leccarsi i baffi.

E vi devo confessare che la ditta ci regalava la divisa, che indossavamo durante il viaggio d'andata e quello di ritorno: consisteva in gonna per le bimbe e bermuda per i maschi e la maglietta udite, udite era della Lacoste come il cappellino... allora non era uno status simbol e non è che apprezzassimo poi molto... come cambiano i tempi vero?????

Un anno la davano blu, un'altro bianca e un'altro ancora rossa e devo confessare che mia mamma non me le faceva poi indossare molto... le passava alle mie cuginette, in fondo era la divisa della colonia.

Quando tornavo dalla colonia andavo 15 giorni al mare con la zia Lina e lo zio Piero ed infine dai nonni a far danni con i cugini ed a far incetta di attenzioni da parte di nonni e zii.

Domenica prossima , vi racconterò alcuni dei danni fatti... io sono qui se vorrete passare mi farete felice.

Un abbraccio affettuoso

domenica 1 giugno 2008

I papaveri


avete notato in questi giorni quanti papaveri ci sono ai margini delle strade?
A me piacciono molto, quelle macchie di colore ai margini dell'asfalto, in mezzo ai campi, mi regalano allegria.

Certo non sono fiori che puoi cogliere per mettere nei vasi e rallegrare casa ma se chiedete a mia figlia che ci fai con i papaveri? lei vi risponderà "le stelline".

Già, io da piccola passavo l'estate dai miei nonni, a parte quando mia zia Lina mi portava al mare in Romagna a Cattolica! Lei non avendo figli si impossessava di me! (questo è quello che credo pensasse mia mamma, ma a me conveniva). I miei genitori hanno cominciato ad andare in vacanza che io ero già grandicella... era il tempo in cui il risparmio era importante, l'acquisto di una casa era l'obbiettivo principale e il mutuo non era ancora all'ordine del giorno.

Tornando ai papaveri, se guardate bene il suo centro notate che ha delle righine in rilievo, io schiacciavo forte il calice sulla fronte fra gli occhi e rimaveva il segno come di una stellina, e questo lo facevo anche con Daria. Non dura molto, ma si può rifare molte e molte volte, non è dannoso. Un piccolo gioco per bambini scemi.... così perdavamo un pò di tempo.

Altro tempo lo perdavamo raccogliendo l'erba spigata e con questa costruivo dei cestini che riempivo con i fiori di campo, l'ultimo l'ho fatto qualche anno fa per la bimba a cui Daria ha fatto da baby sitter, ve lo mostro



Non è carino? anche qui poca spesa e buona resa!

Ci si accontentava di poco, i giochi si facevano con quello che si trovava, con un pezzo di stoffa si giocava a bandiera, con un pezzo di mattone si disegnava per terra e si giocava a campana, con 5 noccioli di pesca si faceva un altro gioco, quattro angoli e in cinque si giocava ai 4 cantoni e con la corda??? quando tempo perdavamo con la corda!


Ora i bambini passano un sacco di tempo giocando con i videogiochi, hanno perso il piacere di socializzare, fanno a gara a chi ha la playstation più attuale, ma perchè? Perchè insegnano loro fin da piccoli la corsa al consumismo?

Io col mio piccolo passo il tempo a raccogliere margherite ed a sfogliarle, raccogliamo anche i soffioni (i semi del tarassaco) e soffiamo forte forte per disperderli, ho cominciato che era piccolissimo, appena camminava, ed ora quando li vede nei prati fa quell' espressione di meraviglia che mi riempie il cuore, basta poco che ce vò!

Torniamo ad apprezzare le cose semplici e accontentiamoci di quello che abbiamo, ad essere ricchi dentro, non c'è solo il denaro.... ma come dice Mafalda ci sono anche gli assegni!



La brezza vi porti un grosso bacio... buona domenica!

31 maggio... è passato!

Ieri era il compleanno del mio papà, avrebbe compiuto 81 anni... tanti, ma fattibile no???
non sarebbe stato poi così vecchio. Purtroppo è mancato ben 25 anni fa.

Credo di aver preso da lui la buona manualità, l'amore per la lettura, la musica... aveva una voce stupenda e cantava con piacere ed era richiesto alle feste di paese, amava molto ballare il liscio (pensate che da giovane andava a ballare indossando una camicia e un'altra se la portava di scorta, cambio di mezza sera, incredibile... conosco gente che ai giorni nostri non usa il deodorante).

I suoi amici per definirlo dicevano "è l'uomo che fa i piedi alle mosche" sapeva riparare cose davvero minuscole.

Era generoso con gli amici, severo in famiglia; ma sapeva anche apprezzare quello che gli altri facevano e gratificarli. Ciao papà, mi manchi ancora... tanto tanto.

domenica 25 maggio 2008

Non è importante per voi

ma lo è sicuramente per me. Ho deciso che la domenica sarà il mio giorno dei ricordi, è importante ricordare perchè chi ricorda il passato, ma vive il presente: cresce... ed io ho bisogno di crescere (bè per l'altezza alla mia età non posso fare più nulla, ma per lo spirito posso fare ancora molto). Se vi dovessi recare disagio ditemelo pure, anche pubblicamente.
Ieri era il 24 maggio, si festeggia Maria Ausiliatrice, la Madonna che è raffigurata nelle chiese della congregazione Salesiana.
Io per problemi di salute a 12 anni ho scelto di andare in collegio a Bosto (collina di Varese) ci sono rimasta 5 anni ( per le medie e 2 per Addetto ai servizi amministrativi da esterna). Era una villa padronale con parco, trasformata in collegio, situata in posizione stupenda e con vista splendita sul lago di Varese, con tramonti da cartolina che apprezzo ora ricordandoli, allora mi erano proprio indifferenti.
Il 24 maggio per noi era festa grande, niente lezioni e "gran pranzo": Antipasto (1 fetta di salame, 1 di coppa, 1 di spalla, giardiniera). Primo: gnocchi; Secondo pollo arrosto (lo detestavo) con patatine cipster (le preparava Suor Antonietta e che così erano definite l'ho scoperto quando le ho viste in vendita al supermercato). Per dolce c'erano le rondelle di mela in pastella, cosparse di zucchero a velo.
Ogni anno ad ogni grande ricorrenza Salesiana questo era il menù! Per quel che mi ricordo io, 2 sono le grandi feste: il 31 gennaio San Giovanni Bosco e il 24 maggio.
Tornavo a casa per Natale e per Pasqua e naturalmente per le vacanze estive, avevamo le visite dei parenti ogni 15 giorni e ci portavano la scorta per la merenda (nutella, biscotti Ringo, i Bucaneve e Ovomaltina per la colazione, caramelle ed altre leccornie che dovevano durare (se non venivano sgraffignate) fino al prossimo rifornimento dopo 15 giorni.
Ecco come ho imparato ad essere oculata e precisa e ad avere cura delle mie cose.
Ringrazio i miei genitori che mi avevano insegnato ad essere forte, e ad amare la lettura che mi permetteva di evadere da situazioni a volte pesanti. Avendo un caratte forte non ho avuto conseguenze, anzi ne sono uscita temprata, ma molte ragazze hanno avuto seri problemi, soprattutto psicologici.
Ci alzavamo alle 6 ci lavavamo e rifacevamo il nostro letto ed alle 6.3o "ogni giorno" si andava a messa (cappella privata) alle 7 si faceva colazione alle 7.3o ogni ragazza doveva svolgere una mansione (a me affidavano sempre la pulizia delle scale. Dovevo scopare tutta la scala di 4 piani e lavare una rampa ogni mattina, escluso la domenica, e si usava la lisciva e la spazzola di saggina). Alle 8.15 si andava a lezione. Seguiva il pranzo e settimanalmente si formava una squadra che doveva lavare i piatti (io dato che usavo la lisciva per le scale ero assegnata al risciacquo, ero allergica e più di tanto la lisciva non la reggevo) ed all'asciugatura. Poi c'era la ricreazione (partite di palla prigioniera a gogò) compiti, chi terminava presto poteva dedicarsi alla lettura (io divoravo libri nel vero senso della parola, ho letto la biblioteca di tutte e 3 le classi in 2 anni, in terza media me li portavano da casa).
Posso ben dirlo ho visto cose che nemmeno potete immaginare, forse per questo sono stata per Daria una mamma Naziskin (sua definizione) meglio essere inflessibili e affettuose che troppo permissive e crescere figli senza spina dorsale.
Sapete anche voi che è dura, molto più dura dire 1 No che 1o Sì, ma non mollate... è un bene per i vostri figli, non abbiate paura saranno pronti ad affrontare il loro futuro che non sarà sempre facile e noi non ci saremo sempre per sostenerli.
Inoltre il 24 maggio, io ho apposto la firma per il mio matrimonio in comune a Milano (che ufficio triste) era il 1976, caspita QUANTI ANNI . Ero giovane e caruccia, portavo una gonna bianca gessata di rosso con la Lacoste rossa, scarpe con tacco 10/12 rosse! Adoro le scarpe.... Nel frattempo quella mattina al CTO (ospedale ortopedico di Milano, mio papà veniva operato al piede. Toglievano il chiodo che aveva consumato l'ossatura e la ricostruivano) Ha passato parecchi mesi lì, è uscito qualche giorno per il mio matrimonio (non volevo nessun altro per accompagnarmi all'altare, sono figlia unica) mi ha accompagnato con le stampelle, era l'uomo più felice di questo mondo e si toglieva una grossa responsabilità, crescermi... avevo 2o anni.
Oggi nella nostra parrocchia è venuto a concelebrare il Cardinal Ruini, un uomo minuto che ha superato da un pò i novantanni, ma ha ancora una grinta incredibile e una dolcezza disarmante... ha chiesto hai bambini di preservarsi perchè sono il tesoro inestimabile del nostro futuro, ai genitori a detto che loro ci vengono affidati non sono di nostra proprietà, di non chiedere loro di realizzare le nostre aspettative, ma di seguirli nel loro cammino pieni di gioia per i traguardi raggiunti e sostenendoli nei momenti del bisogno.
Buona domenica e scusatemi.

giovedì 15 maggio 2008

IL RICORDO PIU' BELLO

è la nascita di Daria, mia figlia... ben 29 anni fa!

premessa: abitavo allora, in un appartamento dove la maggior parte della casa era pavimentata a moquette... il mio timore era che mi si rompessero le acque nella stanza moquettata!

Durante la notte di domenica ecco che avverto dei dolori, perciò a causa del mio timore, mi faccio accompagnare all'ospedale Macedonio Melloni prima che mio marito vada al lavoro! E sono stata bene tutto il giorno, ma la dilatazione proseguiva....

Daria è nata martedì 15 maggio alle 2.45 senza aver troppo sofferto, era stupenda tanti capelli neri e chi visitava la nursery la prendeva per un maschietto, forse perchè era di buon peso 3.480 e mio marito a ripetere a tutti "è una bimba è la mia" ... avrete capito che tipo di papà è, per sua figlia si farebbe scannare. La parte della severa era la mia!

Qui sopra ve la mostro a tre mesi

e qui come era 3 anni fa... non ho foto più recenti.

Ciao cucciola, ci hai dato, ci dai molte soddisfazioni e molte sò che ancora ce ne darai! Ti vogliamo immensamente bene e ti auguriamo una vita serena con sprazzi di felicità.

Devi tornare ad apprezzare la semplicita'.

Non si puo' dare valore e importanza solo ai grandi eventi della vita. Bisogna sapere vedere la bellezza che c'e' anche nelle piccole cose.

E' questo che ti fa sentire speciale, felice.

AUGURONI !

mercoledì 14 maggio 2008

Oggi alle macchine a gettoni

Che differenza da quando, andavo alle elementari, allora accompagnavo mia mamma con le borse di plastica a quadri (quelle che adesso vendono nei supermercati con fondo rettangolare, non le usa e getta) piene di biancheria sporca al lavaggio a gettoni.
Nel negozio c'era una donna anziana che distribuiva i gettoni, il detersivo, la candeggina, non c'era l'ammorbidente (che tra l'altro io non uso più da anni, da quando ho saputo che è molto più inquinante del detersivo).
Quando ero piccola, poche persone avevano la lavatrice e ancora meno la TV. Quando lo racconto ai bimbi delle mie amiche, beh si meravigliano... eri così povera??? Certo non si navigava nell'oro, ma certe comodità costavano parecchio e per una donna come mia mamma dalle origini contadine, non tutto è necessario... se c'erano i negozi con le lavatrici a gettoni perchè spender soldi per una lavatrice in casa? una volta alla settimana si và si acquistano i gettoni ed il resto e si resta lì in attesa che il lavaggio finisca.
Ma guai a perder tempo, io mi portavo il libro di lettura e lei l'immancabile maglia, quanti maglioncini, sciarpe e cappelli nascevano lì. Si chiaccherava, era un luogo di socializzazione e col tempo nascevano amicizie, le persone spesso erano le stesse.
Quando la lavatrice aveva terminato si svuotava la biancheria in un cesto apposito e mia mamma cominciava a piegare i capi per benino così si stendevano meno sciupati e faticava meno nello stirarli.
In questi giorni vicino a casa hanno aperto un negozio con le lavatrici a gettoni, c'è pure l'asciugatrice.
Questa mattina ho telefonato a mia mamma, che abita non lontano da casa mia, e le ho chiesto se voleva venire con me, volevo lavare il piumone, ed ha accettato.
Quando siamo arrivate lì, beh è molto diverso dalla mia infanzia, c'è una macchinetta distributrice, contiene detersivo in polvere o liquido, ammorbidente, chiavetta da ricaricare e non ricordo quant'altro.
Mia mamma, pesce fuor d'acqua, " ma quando porto la mia trapunta, mi accompagni? io qui non capisco niente!" e ci credo, è stato un dramma quando le abbiamo regalato il telefono cordles... non è tecnologica per nulla.
Mia zia che ha più di 80 anni gira con il cellulare, mia mamma quando l'abbiamo lasciata sola in montagna le abbiamo lasciato il cellulare, ma con solo memorizzato il mio numero e quello di mio marito, però chiamavamo sempre noi ed avevo il terrore che non si ricordasse come fare a rispondere!
Comunque questi negozi, sono veramente utili per i grossi carichi e che risparmio.... due anni fa per lavare il piumone in tintoria (me lo ha lavato a secco, un odore chimico pazzesco e poteva lavarlo ad acqua è di piumino svedese, l'avrei strozzata) mi ha chiesto 4o euro, oggi ho speso 7 euro compreso il detersivo, ma si può anche portarlo da casa.
Chi non ha posto per l'asciugatura può usare l'asciugatrice, quella costa un pò di più, ma non si arriva certo a 40 euro.
Ora il mio piumone ben lavato è sul terrazzo, ed è quasi asciutto, quando lo riporrò nella sua borsa profumerà di pulito e di sole e forse anche un pochino di erba appena tagliata (ci sono i giardinieri giù nel giardino condominiale per la regolare manutenzione).
PS - la prima lavatrice che mia mamma ha avuto era di seconda mano, mio papà l'aveva acquistata da un collega e quando ne abbiamo acquistata una nuova con il motore della vecchia ha portato l'acqua corrente in casa a mia nonna, ragazze da quel momemo per la nonna mio papà sapeva far miracoli, ma questi sono altri ricordi.
Alla prossima.............

mercoledì 16 aprile 2008

La mia bimba pelosa



Che purtroppo ci ha lasciato! sono passati alcuni anni, ma non sono ancora pronta per un altro animale. Ci ho sofferto troppo.

Era una persiana molto aristocratica, non accettava gli estranei ed era molto schizzinosa, ma era la mia ombra. Ciao Micia, mi manchi....


mercoledì 9 aprile 2008

Oggi mi è tornato alla mente...


che le dalie (queste che ho fotografato sono alla finestra di Daria) erano i fiori che mia
nonna aveva nel suo orto/giardino, insieme a gladioli e altri fiori che crescevano allo scopo di finire sulle tombe dei cari estinti.
Quando io ero piccola, circa 40 e più anni, nella campagna della pianura padana non esistevano negozi per la vendita dei fiori, per cui chi possedeva un pezzetto di terra ne faceva orto ed in mezzo alla verdura seminavano anche i fiori.
Come sempre i contadini facevano di necessità virtù.
Io non possiedo il pollice verde, sono proprio negata ( Daria me lo fa notare spesso) mentre mia mamma riesce a far fiorire il bastone della scopa, forse il fatto che io sia stata trapiantata in città, dove non possedavamo neppure un balconcino mi ha segnato?
Mi piacciono i fiori, mi piace ammirarli nel loro abitat, come dico spesso una pianta se entra in casa mia, quando mi vede preferisce suicidarsi!
Per cui mi accontento di quelli recisi, per rallegrare la casa.
E sì questi piccoli fiori che ricordano il sole mi hanno riportato ai giorni della mia infanzia quando d'estate correvo spensierata con i miei cugini in mezzo ai prati, quando mi trascinavano a spigolare e le zanzare ed i tafani mi divoravano, già... prelibato banchetto quella pallida cittadina dalla pelle tenera; che alla sera veniva ricoperta di pomata Fargan.
Ancora adesso una puntura di zanzara mi procura gonfiori incredibili... ho trasmesso l'allergia persino a mia figlia.
Ma nonostante i fastidiosi insetti, non avrei mai rinunciato alle mie estati calde nella campagna padana, con tutti gli zii, i nonni e gli amici che benchè ero "diventata cittadina" non mi hanno mai fatta sentire diversa o inferiore per la mia goffaggine... bella famiglia.
Sono fortunata, ma non diciamolo forte perchè gli dei potrebbero averne invidia!
Buona notte.... e sogni d'oro.